Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La pace del Signore sia con tutti voi.
Signore, che ci inviti a chiedere con fiducia, abbi pietà di noi. Cristo, che ci doni lo Spirito Santo come tesoro più grande, abbi pietà di noi. Signore, che apri sempre la porta a chi bussa al tuo cuore, abbi pietà di noi.
C’è un’immagine che spesso mi torna in mente quando penso alla vostra casa, al tempo che scorre e a quel vuoto che, da tre mesi, sembra abitare ogni angolo della vostra vita. È l’immagine di una porta chiusa a mezzanotte. Nel Vangelo di oggi, Gesù ci racconta di un uomo che bussa insistentemente alla porta di un amico. È un’ora scomoda, è un momento di buio, è un tempo in cui, umanamente, tutto sembra dire: 'Non disturbare'. Eppure, Gesù non ci parla di questa scena per dirci quanto sia difficile ottenere qualcosa. Ci parla di questa scena per dirci quanto è grande il desiderio di Dio di aprirci la porta.
Pensate a Benjamin. Pensate alla sua mente, così brillante e veloce, capace di navigare tra i codici di un’infrastruttura cloud o di sognare voli infiniti con la sua 'Con Chim Airlines'. Ben era un ragazzo che amava la precisione, la chiarezza, il funzionamento perfetto delle cose. Aveva quella curiosità pura di chi sa che il mondo è un luogo vasto, tutto da scoprire. Eppure, dietro quell’intelligenza analitica, c’era una dolcezza che non aveva bisogno di calcoli. C’era quel cuore che, a quindici anni, ha guardato ai suoi genitori e ha offerto tutto il suo salvadanaio per aiutare lo zio William, colpito da due ictus. Non ha rotto quel salvadanaio, non ha fatto rumore, non ha cercato di farsi notare. Ha offerto. In quel gesto c’è la verità di un’anima che aveva già capito, forse meglio di noi, che la vita non è accumulare, ma donare.
Oggi, però, dobbiamo guardare in faccia la realtà. Dobbiamo chiamare per nome quel dolore che, a distanza di tre mesi da quel 13 giugno, ancora vi abita. So che ci sono notti in cui la casa sembra troppo silenziosa, in cui il peso dell’assenza di Benjamin diventa quasi insopportabile. So che, nel buio di certi momenti, la mente corre indietro, cercando di ricostruire, di analizzare, di domandarsi se qualcosa sia sfuggito, se ci fosse un segnale che non avete colto. Ascoltatemi con attenzione: questa voce che vi interroga, che vi chiede conto di un destino che non era nelle vostre mani, non viene da Dio. Non c’è colpa in voi. Non c’è negligenza. Avete amato Benjamin con una dedizione che ha del miracoloso. Dio non vi accusa. Dio vi abbraccia e vi chiede di deporre quel fardello di colpe che non vi appartiene. La malattia non è una punizione, e la vita di Ben non è stata un errore di sistema. È stata un capolavoro di amore.
Nella prima lettura, Paolo rimprovera i Galati per aver dimenticato lo Spirito per tornare alla carne, per aver smarrito la libertà della fede in favore di un calcolo umano. Paolo dice: 'Avete iniziato con lo Spirito, volete finire con la carne?'. È un invito potente a non guardare solo a ciò che è visibile, a ciò che si può toccare o misurare. Il dolore, a volte, ci spinge a misurare tutto: i giorni, le ore, le assenze. Ma la fede ci chiede di guardare oltre. Ci chiede di credere che, anche quando la porta sembra chiusa a mezzanotte, il Padre è lì, pronto non solo a darci il pane, ma a donarci lo Spirito Santo.
Ryan, fratello caro, tu che senti questo spazio accanto a te, non avere paura di sentire la tristezza. Non devi essere forte per forza. Il legame tra te e Ben non è fatto di cose materiali, non è fatto di aerei o di codici; è fatto di un amore che attraversa la morte e giunge fino a Dio. Lui è lì, nel 'Banquet of Heaven', dove ogni lacrima è asciugata, dove ogni domanda trova risposta, dove il suo sorriso è finalmente libero da ogni sofferenza. Non sei solo. La tua famiglia è un porto sicuro, e l'amore di tuo fratello è una luce che continua a guidarti.
Gesù ci assicura oggi: 'Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto'. Non è una promessa a buon mercato. È l’invito a restare in relazione con il Padre, soprattutto quando il cuore è spezzato. A volte chiediamo una cosa e ne riceviamo un’altra. Chiediamo che il dolore passi, e riceviamo la forza di portarlo. Chiediamo di capire il perché, e riceviamo la grazia di sentirci amati. Il Padre non ci dà un serpente quando chiediamo un pesce. Egli ci dà Se Stesso.
La vita di Benjamin continua a dare frutti. Quel pozzo d'acqua in Vietnam, dedicato in suo nome, continua a dissetare, a dare vita, a far scorrere la speranza dove c'era aridità. Ogni volta che compite un piccolo gesto di bene nel segreto — un aiuto dato, una parola detta con dolcezza, un momento di pazienza in più — voi state permettendo alla vita di Ben di continuare a scorrere. State dicendo che, nonostante tutto, l'amore ha l'ultima parola. Non è un modo per dimenticare, è un modo per continuare a camminare insieme a lui.
Quando uscirete di qui, non cercate di fare grandi cose. Portate con voi questa consapevolezza: siete amati. Siete custoditi. Siete conosciuti nel profondo. Benjamin è a casa, e la sua casa è la stessa casa che attende anche voi. Camminate con questa certezza. Un giorno alla volta. Un respiro alla volta. Con la dolcezza di chi sa che, alla fine, ci ritroveremo tutti, per non separarci mai più. Non abbiate paura di bussare ancora al cuore di Dio, anche stasera, anche nel buio. Lui non dorme. Lui vi aspetta. E Ben, con il suo sorriso luminoso e la sua eterna curiosità, vi accompagna, passo dopo passo, verso la luce che non tramonta mai.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore ci benedica, ci custodisca nel suo amore e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.