Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La grazia e la pace di Dio nostro Signore siano con tutti voi.
Signore, che ci chiami a rivestirci della tua armatura di luce, abbi pietà di noi. Cristo, che sei la nostra roccia e la nostra salvezza, abbi pietà di noi. Signore, che raduni i tuoi figli sotto le tue ali, abbi pietà di noi.
Ci sono pomeriggi, nella quiete di una casa dove il tempo sembra essersi fermato, in cui lo sguardo si posa su un piccolo oggetto dimenticato su una mensola: una tazza, un quaderno aperto a metà, o un vecchio modellino di aereo con le linee precise della fusoliera. Penso a voi, Alan e Thao, e a te, Ryan. Penso a quel mondo fatto di logica, di codici scritti con cura e di sogni di volo che Benjamin custodiva nella sua mente così brillante. A quattro mesi da quel tredici giugno, quel silenzio che abita le vostre stanze non è vuoto; è denso della memoria di un ragazzo che ha guardato la vita con una curiosità immensa, sognando un giorno di far librare nei cieli la sua 'Con Chim Airlines' con quel sorriso leggero e pulito che faceva sorridere tutti. Un sorriso che, ne sono certo, risuona ancora nei vostri ricordi come una melodia gentile.
Oggi la Parola di Dio ci consegna un'immagine che ha la forza dell'acciaio e la tenerezza di un abbraccio. San Paolo, scrivendo agli Efesini, ci sprona a non arrenderci: «Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo... stringete i fianchi attorno alla verità, rivestitevi della giustizia come corazza e avendoli calzati ai piedi come prontezza per il Vangelo della pace». Pensate a questa immagine: un'armatura che non serve per attaccare o per ferire, ma per rimanere in piedi quando la tempesta soffia più forte. Benjamin conosceva la fatica della lotta, lui che ha dato tutto se stesso sui campi di gioco e che ha affrontato ogni prova con la determinazione di chi sa che «provare è tutto ciò che conta». Ma l'armatura di cui parla Paolo non è fatta di metallo freddo; è fatta di verità, di fede, di giustizia e della Parola di Dio. Ben ha vissuto indossando questa armatura invisibile ma fortissima, fatta di una bontà spontanea che non faceva rumore.
Eppure, prima di poter accogliere la forza che viene dall'alto, dobbiamo avere il coraggio di dire la verità sul dolore che vi attraversa. So che ci sono mattine in cui il risveglio è una ferita che si riapre, in cui il peso di questa assenza diventa una montagna impossibile da scalare. So che nel silenzio della notte la mente a volte si perde a cercare risposte, a interrogarsi, a frugare tra i ricordi chiedendosi se ci sia stato un dettaglio non visto, un segnale mancato. Ascoltatemi con tutta la forza della verità di Dio: non avete mancato a nulla. La malattia che ha toccato Benjamin non è mai stata una vostra responsabilità, non è il frutto di un errore, di una distrazione o di qualcosa che avreste potuto fare o evitare. Dio non vi accusa di nulla, e voi non dovete accusare voi stessi. La sofferenza, in questo mondo fragile, a volte irrompe all'improvviso, oltre ogni controllo umano, come una folata di vento che attraversa una stanza, e nessuna vigilanza, nessun amore immenso come il vostro avrebbe potuto fermarla. Siete stati genitori che hanno amato Benjamin con ogni fibra del loro essere, circondandolo di un nido di tenerezza, di viaggi, di sogni condivisi. Lasciate cadere quel macigno della colpa dai vostri cuori. Dio vi guarda non con severità, ma con una tenerezza infinita, e vi stringe le mani. Siete stati lo specchio del suo amore per Ben, e lui lo sapeva.
Nel Vangelo di Gesù ascoltiamo un lamento che commuove il cuore: «Gerusalemme, Gerusalemme... quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie la sua nidiata sotto le ali, e voi non avete voluto!». È l'immagine tenerissima di Dio che desidera proteggere, abbracciare, tenere al sicuro. Pensate a quella generosità limpida di Ben, quando a quindic'anni, un giorno, disse ai suoi genitori che era disposto a dare l'intero suo salvadanaio per aiutare lo zio William colpito dalla malattia. Non c'era calcolo in quel gesto, non c'era ricerca di lode: era semplicemente l'offerta pura di un ragazzo che, di fronte alla sofferenza di chi amava, avrebbe voluto svuotare tutto ciò che possedeva pur di dare un sollievo. Quel salvadanaio non fu mai rotto, perché non ce ne fu bisogno, ma l'offerta rimase integra, preziosa davanti a Dio. Questo è il cuore di Ben: un'anima capace di offrire tutto senza riserve.
E Gesù, nel Vangelo, cammina dritto per la sua strada, sapendo che la sua meta è Gerusalemme, sapendo che l'amore vero non si tira indietro. Gesù non fugge davanti alla croce, ma la attraversa per aprirci le porte del cielo. E oggi, in quel mistero che chiamiamo il Banchetto del Cielo, insieme a san Carlo Acutis e a tutti i santi, Benjamin riposa finalmente nella luce. Non c'è più la fatica della lotta, non c'è più il peso della malattia. C'è solo la pace di un ragazzo che continua a volare nei cieli di Dio, custodendo nel cuore la sua famiglia.
Ryan, fratello caro, tu che cammini ogni giorno portando il vuoto di quella sedia accanto alla tua, non temere di sentirti stanco o di non essere sempre forte. Non devi indossare un'armatura pesante. Ben ti guarda con quell'orgoglio fraterno che non si spegne mai. Ogni tua passione, ogni passo che muovi nel mondo, ogni volta che scegli di vivere con coraggio, tu stai continuando quella storia d'amore che la morte non ha potuto spezzare. Non sei solo.
Uscite da qui oggi portando nel cuore una certezza semplice e incrollabile: l'amore con cui avete amato Benjamin non è perduto. Continua a scorrere, vivo e operoso, nei piccoli gesti di bontà che compite nel silenzio, nei semi di speranza piantati nel mondo. Lasciate che il Signore vi accarezzi l'anima. Camminate nella fiducia, un giorno alla volta, sapendo che laggiù, nella luce del Padre, c'è un ragazzo che vi sorride, vi protegge e vi aspetta. Amen.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore ci benedica, ci protegga da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.