Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La grazia e la pace di Dio, nostro Padre, siano con tutti voi.
Signore, che ci chiami a contare i nostri giorni con sapienza, abbi pietà di noi. Cristo, che hai conosciuto il peso della croce e il mistero del distacco, abbi pietà di noi. Signore, che sei il nostro rifugio in ogni età, abbi pietà di noi.
C’è un’immagine che mi tormenta e, al tempo stesso, mi consola profondamente quando penso a Benjamin Vo. Non è una delle grandi imprese del suo ingegno, non è il suo talento per la logica o la sua capacità di navigare tra i codici complessi che amava scrivere. È l’immagine di quel ragazzo che, con la serietà di un adulto e la purezza di un bambino, si metteva a guardare gli aerei. Non era solo un passatempo. Era un modo di guardare oltre. Era il desiderio di connettere mondi, di accorciare le distanze, di sognare un orizzonte vasto come il cielo. Benjamin portava dentro di sé una curiosità che non era mai sazia, una sete di 'volo' che oggi, leggendo le parole del Qohelet, risuona con una forza particolare: «Ricordati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni cattivi... prima che il filo d’argento si spezzi».
Queste parole sembrano, a prima vista, una lama che taglia il cuore. Come può un padre, come può una madre, leggere di un filo d’argento che si spezza senza sentire il peso di quel filo che, nel caso di Ben, si è spezzato troppo presto? Tre mesi sono passati da quel 13 giugno, e so che per voi, Alan e Thao, il tempo non si misura in giorni, ma in battiti di un cuore che cerca disperatamente di ritrovare un ritmo che sembra perduto. So che in queste notti silenziose, la domanda che vi assale è sempre la stessa: 'Perché?'. E dietro quel perché, si nasconde spesso quella sottile, insopportabile voce che sussurra: 'Potevo fare di più? Ho mancato qualcosa?'. Voglio dirvi, con la verità che viene dal Vangelo, che questa voce è una menzogna. La malattia non è una punizione. Non è il risultato di una vostra negligenza. Non c’è nulla che avreste potuto fare per impedire che quel filo si spezzasse. La vita e la morte non sono equazioni che noi possiamo risolvere con la nostra vigilanza o con il nostro amore. Sono misteri che riposano solo nelle mani di Dio. Non portate il peso di una colpa che non vi appartiene; Dio non vi accusa, e voi non dovete accusare voi stessi. Siete stati il suo rifugio, la sua casa, il suo amore più grande. E questo, davanti agli occhi di Dio, è tutto ciò che conta.
Nel Vangelo di oggi, Gesù dice ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». I discepoli non capivano. Erano spaventati. Avevano paura di chiedere, perché la verità era troppo grande, troppo dolorosa per essere contenuta nei loro pensieri. Anche voi, in questi mesi, vi siete trovati in quel silenzio spaventato. Avete visto Ben affrontare prove che avrebbero piegato chiunque, eppure lui, con quel suo sorriso che illuminava ogni cosa, sembrava possedere una forza che non veniva da questo mondo. Ricordate quando, un anno fa, in un impeto di generosità che non aveva bisogno di rompere il salvadanaio, ha offerto tutto ciò che aveva per lo zio William? Non era un gesto impulsivo; era la natura del suo cuore. Ben aveva capito, in modo intuitivo e profondo, che la vita è un dono che si realizza solo quando viene offerto. Egli non ha mai smesso di 'volare', nemmeno quando il suo corpo si faceva stanco. Ha continuato a guardare avanti, a sognare la sua 'con chim airlines', a sorridere anche quando la vita si faceva amara come quel Pad Thai che, a Bangkok, volle assaggiare nonostante fosse troppo piccante, ridendo e piangendo insieme per la sorpresa di quel sapore forte.
Ryan, fratello caro, tu che oggi senti questo vuoto accanto a te, non pensare di dover essere la copia di Benjamin. Non pensare di dover colmare il suo posto. Tu sei Ryan, e il tuo legame con lui non si è interrotto. È solo invisibile. Quando guardi una foto di voi due insieme, quando ricordi le risate, quando ti senti solo nel fare le cose che facevate insieme, sappi che lui è presente in quel ricordo, in quell'amore che continua a legarvi. Non devi essere forte per due. Devi solo lasciarti amare. Dio ti tiene per mano, proprio come teneva per mano Ben. E Ben, ora, è in quel luogo dove non c’è più dolore, dove le ali di cui sognava sono finalmente spiegate.
La nostra fede ci dice che la morte non è la fine del viaggio, ma il momento in cui il filo d’argento si trasforma in una catena d’oro che ci unisce al Cielo. Benjamin è al 'Banquet of Heaven'. È lì con Saint Carlo Acutis, in una comunione di anime che hanno vissuto poco ma amato tanto. E da lì, lui non vi ha dimenticato. Il suo amore per voi, per il suo papà, per la sua mamma, per il suo Ryan, è diventato parte della vita eterna. Ogni gesto di carità fatto in suo nome — quel pozzo che disseta chi ha sete, quel cibo dato a chi ha fame — è una continuazione del suo respiro. State facendo vivere il suo amore, state permettendo al suo desiderio di bene di continuare a scorrere nel mondo. Non è poco. È tutto.
Oggi, vi chiedo di fare una cosa piccola e concreta. Quando uscite di qui, cercate un momento di silenzio. Non cercate di capire il mistero, non cercate di giustificare il dolore. Semplicemente, guardate il cielo. Pensate a Ben. Immaginatelo sorridente, leggero, finalmente libero da ogni peso. Ditegli: 'Ti voglio bene'. E sentite, nel silenzio del vostro cuore, la sua risposta. Non è un addio. È un arrivederci. La vita di Benjamin Vo non è stata una vanità, come dice il Qohelet; è stata una luce. E quella luce, anche se oggi vi sembra lontana, è la stessa che vi guiderà, un passo dopo l’altro, verso il giorno in cui, finalmente, il filo sarà di nuovo ricongiunto, e non ci sarà più alcuna distanza tra di voi. Fino ad allora, camminate con fiducia. Non siete soli. Dio è con voi, e Benjamin vi aspetta, sorridente come sempre, nel posto che gli è stato preparato fin dalla fondazione del mondo.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore ci benedica, ci protegga da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.