Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La grazia e la pace di Dio nostro Padre siano con tutti voi.
Signore, che ci chiami a seguirti con cuore sincero, abbi pietà di noi. Cristo, che ti sei fatto prossimo per ogni uomo ferito, abbi pietà di noi. Signore, che ci doni la tua Parola come luce sul nostro cammino, abbi pietà di noi.
C'è una strada, nel Vangelo di oggi, che conosciamo fin troppo bene. È la strada che scende da Gerusalemme a Gerico. È una discesa ripida, polverosa, una via dove il sole batte forte e dove, quasi sempre, si è soli. È la strada dove quell'uomo cade nelle mani dei briganti. È la strada dove la vita, in un istante, viene spogliata di tutto: della dignità, della forza, del futuro. Quante volte, in questi tre mesi, avete sentito di camminare proprio su quella strada? Quante volte vi siete sentiti come quel viandante, feriti, lasciati a metà strada, mentre il mondo intorno continuava a scorrere come se nulla fosse successo?
Guardiamo bene a quell'immagine. Il sacerdote e il levita passano oltre. Non sono necessariamente uomini cattivi; sono uomini occupati. Hanno le loro regole, le loro liturgie, le loro scadenze. Hanno paura di contaminarsi col sangue, hanno paura di perdere il loro tempo. E così, nell'istante in cui avrebbero dovuto fermarsi, hanno scelto di 'passare dalla parte opposta'. È la tentazione più sottile che possiamo vivere nel dolore: la tentazione di chiudere gli occhi per non vedere la ferita, di girare la testa per non guardare il vuoto lasciato da un figlio, da un fratello, da Benjamin. Ma la verità, la verità che ci salva, è che il Signore non passa mai dall'altra parte. Lui si ferma.
Benjamin Vo era un ragazzo che non passava mai oltre. Avete presente quella sua delicatezza, quel modo in cui, pur con una mente che correva veloce tra i codici, tra le architetture cloud, tra i sogni di voli e aerei, sapeva fermarsi davanti al dolore di chi amava? Ricordate quando, a soli quindici anni, ha offerto tutto il suo salvadanaio per aiutare lo zio William, colpito da due ictus? Non ha fatto un gesto teatrale, non ha rotto il salvadanaio, non ha cercato di farsi notare. Ha semplicemente offerto. È stato il suo modo di dire: 'Io sono il tuo prossimo'. In quel gesto c'è la quintessenza di Ben: un ragazzo che aveva compreso che l'amore non è una teoria, non è un algoritmo, non è un calcolo, ma è la capacità di sporcarsi le mani con l'olio e con il vino della compassione.
Oggi, però, dobbiamo guardare in faccia quel dolore che vi abita, Alan, Thao, Ryan. Dobbiamo chiamarlo per nome. Quel 13 giugno non è stato solo un giorno sul calendario; è stato il momento in cui la vostra strada si è fatta improvvisamente buia. E so che, nel silenzio della notte, a volte si affaccia un pensiero che morde il cuore, una domanda che non vi dà pace: 'Potevo fare di più? Ho perso qualche segnale?'. Ascoltatemi, vi prego: questa voce non viene da Dio. Quando Gesù risponde ai discepoli che gli chiedono chi abbia peccato per la cecità di un uomo, risponde: 'Né lui né i suoi genitori'. La malattia, la fragilità, la fine precoce di un ragazzo brillante e amato come Benjamin non sono una punizione, non sono un fallimento della vostra cura. Voi siete stati, per lui, il mondo intero. Lo avete amato con una dedizione che ha del miracoloso. Dio non vi accusa di nulla. Non caricate le vostre spalle di una colpa che non esiste. La vita è un mistero che sfugge alle nostre mani, anche a quelle più attente. Dio vi assolve, vi abbraccia e vi chiede solo di lasciar cadere quel peso che non vi appartiene.
Il Samaritano del Vangelo non si chiede perché l'uomo sia finito lì. Non cerca di capire se sia stata colpa sua, se fosse imprudente, se avesse sbagliato strada. Si limita a vedere la ferita. E si ferma. Si avvicina. Pulisce. Cura. È questo il Vangelo di oggi: la compassione che si fa azione. E sapete, la vita di Benjamin continua a fare proprio questo. Quel pozzo d'acqua in Vietnam, dedicato in suo nome, non è solo un'opera di carità; è un segno. È il segno che l'amore di Ben, proprio come l'acqua che sgorga, continua a dissetare, a dare vita, a scorrere dove c'era aridità. Ogni volta che compite un piccolo gesto nel segreto — un aiuto dato, una parola detta con dolcezza, un momento di pazienza in più — voi state permettendo a Ben di continuare a essere il 'buon samaritano' nel mondo. Non è un modo per dimenticare, è un modo per continuare a camminare insieme a lui.
San Paolo, nella lettera ai Galati, ci mette in guardia: non lasciatevi distogliere dal Vangelo che avete ricevuto. E qual è il Vangelo? È quello che abbiamo visto nel Samaritano. È quello che abbiamo visto in Benjamin. Non è un Vangelo che cerca il plauso degli uomini, non è un Vangelo che cerca di 'giustificare se stesso' come faceva lo scriba nel Vangelo. È un Vangelo di pura gratuità. Ben ha vissuto così. Senza calcoli, con quel sorriso che illuminava le foto di famiglia, con quella curiosità che lo portava a sognare la sua 'Con Chim Airlines', quasi volesse unire il cielo e la terra. Ora quel volo è diventato realtà. Non più tra le nuvole di questo mondo, ma nel 'Banquet of Heaven', dove non ci sono più dolori, dove non ci sono più ictus, dove non c'è più la malattia che ha spezzato il suo cammino terreno.
Ryan, fratello caro, tu che senti questo spazio vuoto così vicino, voglio dirti una cosa. Non cercare di essere forte. Non cercare di colmare il posto di tuo fratello diventando qualcuno che non sei. Sei Ryan. Sei amato per quello che sei. Il legame che vi unisce è più forte di qualsiasi distanza. È come quei fili invisibili che tengono insieme il mondo, più forti dei cavi di un aereo, più resistenti di ogni tecnologia. Lui vive in te. Vive nel tuo modo di sorridere, vive nel tuo modo di affrontare la vita. Non sei solo. La tua famiglia è un porto sicuro.
E a voi, Alan e Thao, che portate la croce più pesante, voglio dire ancora questo: non abbiate fretta di guarire. Il dolore è solo l'altra faccia dell'amore. È il modo in cui il vostro cuore continua a dire 'ti amo' a Benjamin. Non cercate di capire tutto oggi. Il Signore non ci chiede di capire, ci chiede di 'fare lo stesso'. 'Va' e anche tu fa' lo stesso'. Cosa significa questo per voi, oggi? Significa continuare a vivere. Significa continuare a sorridere, anche quando costa. Significa continuare a raccontare le storie di Ben, a ricordare le sue passioni, a parlare di lui come di una presenza viva.
La fede non è una protezione contro il dolore; è la luce che ci permette di camminare attraverso il dolore senza perdere la strada. Il Signore è lì, in ogni vostra lacrima. Egli non le spreca. Le raccoglie tutte, una ad una, e le trasforma in rugiada per la vostra anima stanca. Ben vi aspetta. Vi guarda. E forse, in qualche momento di silenzio, vi sorride, con quella stessa luce che aveva quando parlava dei suoi aerei, quando sognava il futuro. Non abbiate paura di guardare in alto. Il vostro Redentore vive, e in Lui, Benjamin vive.
Quando uscirete di qui, portate con voi questo: un piccolo gesto di misericordia fatto in suo nome. Una carezza a qualcuno che soffre, un aiuto dato a chi è nel bisogno, un momento di preghiera per chi si sente solo. Fate in modo che l'amore di Ben continui a scorrere. Non permettete che il male abbia l'ultima parola. L'ultima parola appartiene a Dio, e quella parola è Amore. Camminate con fiducia, un passo dopo l'altro, sapendo che non c'è distanza che l'amore di Dio non possa colmare. Ben è tra le braccia del Padre, e voi, in questo momento, siete tra le braccia dello stesso Padre. Non siete soli. Non lo sarete mai.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore ci benedica, ci protegga da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.