Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La pace e la grazia di Dio nostro Padre siano con tutti voi.
Signore, che ci chiami a camminare nella tua verità, abbi pietà di noi. Cristo, che ci inviti ad ascoltare la tua Parola con cuore puro, abbi pietà di noi. Signore, che ci guidi nel sentiero dei tuoi comandamenti, abbi pietà di noi.
C'è un momento, nel silenzio di una casa che ha imparato a convivere con un'assenza, in cui il tempo sembra dilatarsi. È quel momento in cui, guardando un oggetto rimasto lì, quasi per caso, ci si accorge che la vita non è fatta di grandi eventi, ma di piccoli, infiniti gesti di dedizione. Penso a Benjamin. Penso a quel ragazzo che, con la sua mente brillante, capace di districarsi tra le complessità di un ambiente cloud o di sognare le rotte aeree della sua 'con chim airlines', sapeva però fermarsi, nel bel mezzo di una giornata, per dire una parola gentile, per regalare un sorriso, per ascoltare, con una pazienza che non appartiene alla sua età, le storie che il suo papà gli raccontava. C’era in lui una sorta di trasparenza, una capacità di accogliere la vita che oggi, nella Parola di Dio, troviamo riflessa in modo straordinario.
Il libro dei Proverbi ci dice oggi una cosa che scuote le nostre certezze: «Come un corso d'acqua è il cuore del re in mano al Signore: lo dirige dovunque vuole». Spesso, davanti al dolore, noi vorremmo dirigere noi stessi, vorremmo controllare il corso della nostra esistenza, vorremmo che le acque della vita scorressero solo in direzioni che possiamo comprendere e gestire. Alan, Thao, Ryan, so che in questi tre mesi il vostro cuore ha cercato di dare un senso a quel corso d'acqua che ha preso una direzione che non avreste mai scelto. So che vi siete chiesti se potevate deviare quel flusso, se potevate proteggerlo meglio, se c’era un segnale che vi è sfuggito. Ascoltatemi bene, perché questa è la verità che deve sciogliere il nodo che vi stringe il petto: la malattia che ha portato via Benjamin non è un errore di calcolo. Non è una punizione. Non è il risultato di una vostra mancanza. Dio non vi accusa. Il dolore che state vivendo non nasce da qualcosa che avete mancato di fare o da una distrazione. Ci sono tempeste che arrivano, nella vita, che non rispondono alla logica umana, che non si lasciano prevedere da nessuna vigilanza. Voi siete stati genitori che hanno amato Benjamin con una dedizione che è, in sé, un atto di santità. Non portate il peso di una colpa che non vi appartiene; lasciate cadere quella pietra. Dio non vi chiede di essere stati infallibili, vi chiede di essere stati, come siete stati, il Suo amore fatto carne per il vostro ragazzo.
Nel Vangelo di oggi, Gesù ci offre una prospettiva che ribalta ogni nostra logica di appartenenza. Quando gli dicono che sua madre e i suoi fratelli sono fuori, Lui non li ignora, ma allarga lo sguardo: «Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Benjamin ha vissuto proprio così. Non ha solo ascoltato; ha messo in pratica. Avete raccontato di quel momento in cui, a quindici anni, ha offerto il suo intero salvadanaio per aiutare lo zio William, colpito da un malore. Non ha fatto calcoli, non ha aspettato di vedere se fosse necessario, non ha cercato il plauso. Ha offerto. In quell'offerta c'è tutta la grandezza di un cuore che aveva capito il segreto del Vangelo: la vita non si possiede, si dona. Benjamin, con la sua curiosità, con la sua passione per il volo, con quel modo di guardare al futuro che lo portava a sognare Cybertruck e rotte aeree, stava in realtà già vivendo la pienezza di chi appartiene a Dio. Egli è, ed è sempre stato, parte della famiglia di Gesù, perché il suo cuore era un terreno buono, pronto ad accogliere e a dare frutto.
Ryan, fratello caro, tu che sei stato il compagno di avventure, di sogni e di silenzi di Ben, non sentirti solo. A volte, quando si perde un fratello, sembra di dover portare il peso di due vite, di dover essere forti al posto di chi non c’è più. Ma non è così. Tu non devi essere forte per Benjamin; devi solo essere te stesso, con i tuoi sogni, con le tue paure, con la tua vita che continua a scorrere. Il legame che vi unisce non si è spezzato; si è solo trasfigurato. Tuo fratello ti conosce meglio di chiunque altro, e quel sorriso che condividevate, quella complicità che vi rendeva uniti, è custodita nel cuore di Dio. Quando ti senti solo, ricorda che non stai camminando da solo; stai camminando insieme a lui, verso la stessa meta.
C’è un’immagine che mi accompagna spesso, pensando a Benjamin: quella di un ragazzo che guarda l'orizzonte, magari in un aeroporto, con la consapevolezza di chi sa che c'è sempre un altrove da scoprire. Ora, quell'altrove è diventato la sua casa definitiva. Non cercate di capire il mistero della sua partenza, perché è un segreto che appartiene solo a Dio. Cercate invece di abitare la vostra vita con la stessa dolcezza con cui Ben abitava la sua. Continuate a raccontare le sue storie, a ridere delle sue battute, a sognare per lui e con lui. Ogni volta che, nel segreto, fate un gesto di bene — quel pozzo d'acqua che disseta chi ha sete, quel piccolo aiuto dato a chi soffre in suo nome — state permettendo alla vita di Benjamin di continuare a scorrere. State dicendo al mondo che l'amore non finisce, ma si moltiplica.
La Vergine Maria, che ha visto il suo Figlio morire e poi risorgere, conosce ogni fibra del vostro dolore. Lei non vi guarda con distacco. Lei è la Madre che raccoglie le vostre lacrime e le trasforma in rugiada per il giardino del Cielo. Affidatevi a Lei. Non abbiate paura di piangere, ma non abbiate paura nemmeno di sorridere. Perché Benjamin non è lontano. È nel cuore di Dio, e Dio è nel vostro cuore. Siete uniti da un legame che la morte non può toccare, un legame fatto di luce, di memoria e di speranza. Andate in pace, dunque, portando con voi la certezza che, come quel ragazzo che guardava il cielo sognando il volo, Benjamin è arrivato a destinazione. E lì, in quel luogo di pace, vi aspetta. Non con la fretta di chi deve contare le ore, ma con la pazienza di chi sa che l’amore, alla fine, vince sempre. Non siete soli. Il vostro ragazzo è a casa, e voi, un passo alla volta, state camminando verso quell’abbraccio che non avrà mai fine.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore ci benedica, ci protegga da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.