Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La pace e la consolazione del Signore nostro Gesù Cristo siano con tutti voi.
Signore, che ci conduci ai pascoli della vita eterna, abbi pietà di noi. Cristo, che asciughi ogni lacrima dai nostri occhi, abbi pietà di noi. Signore, che sei la nostra risurrezione e la nostra pace, abbi pietà di noi.
Ci sono scarpe che rimangono accanto alla porta d'ingresso molto a lungo dopo che il rumore dei passi si è spento. Scarpe da ginnastica, con le suole un po' consumate dalla corsa, dai campi di gioco, dai pomeriggi trascorsi a inseguire un pallone o a camminare per le strade del mondo. C’è una sedia, in quella casa dove il tempo sembra essersi fatto improvvisamente più pesante, che custodisce il ricordo di un sorriso limpido, di una mente brillante che sapeva già esplorare la logica dei numeri, i codici nascosti della tecnologia e la meraviglia dei grandi aerei nel cielo. Penso a voi, Alan e Thao, e a te, Ryan. Penso a Benjamin Vo, a quel ragazzo di quindici anni che ha attraversato la nostra terra con la curiosità di un esploratore e la dolcezza disarmante di un figlio che sapeva dire 'buongiorno, papà' con un affetto che non mancava mai. A quattro mesi da quel tredici giugno, il silenzio che abita le vostre stanze non è un vuoto inerte; è lo spazio segreto dove la sua memoria continua a vivere, custodita dalla grazia di Dio.
Oggi, la Chiesa intera celebra la Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti. Non è una giornata di malinconia sterile, ma il giorno in cui spalanchiamo lo sguardo sulla realtà più vera dell'esistenza. Nel libro della Sapienza che abbiamo appena ascoltato, la Scrittura usa un'immagine che ferisce e consola insieme: «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. agli occhi degli stolti parve che morissero... ma essi sono nella pace». Pensate a questa immagine: mani. Non il freddo vuoto, non il caso cieco, ma le mani di Colui che ha creato le stelle e chiama ciascuno per nome. La vita di Benjamin non è andata dispersa nel vento. Non è un capitolo interrotto a metà, ma una pagina preziosa che è stata raccolta con tenerezza infinita dal Padre ed è custodita nella pienezza del suo Regno. L'autore sacro ci dice che Dio li ha provati «come oro nel fuoco», trovandoli degni di sé. C'è una dignità immensa nella vita di un giovane che ha amato, che ha lottato con coraggio e che ha donato il meglio di sé.
Eppure, prima di poter abitare questa promessa luminosa, dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la terra. Dobbiamo dire la verità sul dolore che vi attraversa, Alan e Thao, perché il Vangelo non chiede mai di indossare una maschera di finta forza. So che ci sono mattine in cui il risveglio è una ferita che si riapre all'istante, in cui il peso di questa assenza diventa una montagna impossibile da scalare. So che nel silenzio della notte, la mente a volte si perde a frugare tra i ricordi, a interrogarsi, chiedendosi se ci sia stato un dettaglio non visto, un segnale mancato, una vigilanza che avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. Ascoltatemi con tutta la forza della verità di Dio: non avete mancato a nulla. La malattia che ha toccato Benjamin non è mai stata una vostra responsabilità, non è il frutto di un errore, di una distrazione o di qualcosa che avreste potuto fare o evitare. Dio non vi accusa di nulla, e voi non dovete accusare voi stessi. La sofferenza, in questo mondo fragile, a volte irrompe all'improvviso, oltre ogni controllo umano, come una tempesta che attraversa il cielo, e nessuna vigilanza, nessun amore immenso come il vostro avrebbe potuto fermarla. Siete stati genitori che hanno amato Benjamin con ogni fibra del loro essere, circondandolo di un nido di tenerezza, di viaggi, di sogni condivisi. Lasciate cadere quel macigno della colpa dai vostri cuori. Dio vi guarda non con severità, ma con una tenerezza infinita, e vi stringe le mani. Siete stati lo specchio del suo amore per Ben, e lui lo sapeva.
Nel Vangelo di oggi, Gesù si rivolge alla folla con parole che risuonano come un'ancora gettata nell'eternità: «Tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me; colui che viene a me, io non lo respingerò». È una promessa solenne, incrollabile. Gesù non dice che non incontreremo la sofferenza, ma ci assicura che nessuno di coloro che il Padre gli ha affidato andrà perduto. «Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che io lo risusciti nell'ultimo giorno». Pensate al cuore di Ben. Pensate a quella generosità cristallina, quando a quindic'anni, senza che nessuno glielo chiedesse, disse ai suoi genitori che era disposto a dare il suo intero salvadanaio per aiutare lo zio William colpito dalla malattia. Non lo ruppe, non ci fu bisogno perché c'era l'assicurazione, ma l'offerta rimase integra nel suo cuore: la disponibilità totale di un ragazzo che, di fronte alla sofferenza di chi amava, avrebbe voluto svuotare tutto ciò che possedeva pur di dare un sollievo. Quel gesto spontaneo è il riflesso esatto del Vangelo. È la misura di un'anima grande, capace di donarsi senza calcoli.
E oggi, mentre celebriamo i nostri defunti, sappiamo che Benjamin non è lontano. Si trova in quel Banchetto del Cielo, insieme a san Carlo Acutis, un altro giovane che ha vissuto la sua breve stagione terrena con lo sguardo fisso su Cristo. Immaginate quel cielo, dove non c'è più la fatica della lotta, dove il respiro è finalmente libero, dove la curiosità infinita di Ben trova risposte nei segreti stessi di Dio. E da lì, in quel silenzio abitato dall'amore, Ben continua a camminare accanto a voi.
Ryan, fratello caro, tu che porti il peso di una sedia vuota accanto alla tua e conservi nel cuore i ricordi delle corse sulle montagne russe, delle risate e della complicità fraterna, non temere di sentirti stanco. Non devi essere forte ogni momento. Benjamin ti guarda con quell'orgoglio che non si spegne mai. Ogni passo che muovi, ogni volta che scegli di studiare, di giocare, di vivere con il coraggio che ti appartiene, tu stai continuando quella storia d'amore che la morte non ha potuto spezzare. Non sei solo.
Uscite da qui oggi stringendo una certezza semplice: l'amore con cui avete amato Benjamin non è svanito nel nulla. Continua a scorrere, vivo e operoso, nei piccoli gesti di bontà che compite nel silenzio, nei semi di speranza piantati nel mondo. Lasciate che il Signore vi accarezzi l'anima. Camminate nella fiducia, un giorno alla volta, sapendo che laggiù, nella luce del Padre, c'è un ragazzo che vi sorride, vi custodisce e vi aspetta. Amen.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore vi benedica e vi custodisca, mostri a voi il suo volto e vi dia la sua pace. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda con voi, e rimanga sempre. Amen.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.