Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La grazia e la pace di Dio nostro Padre siano con tutti voi in questo giorno di preghiera.
Signore, che ci chiami a seguirti con tutto il cuore, abbi pietà di noi. Cristo, che porti il peso delle nostre croci, abbi pietà di noi. Signore, che ci doni la tua luce e la tua salvezza, abbi pietà di noi.
C’è un suono che abita la memoria di ogni casa, un rumore sottile che a volte ci sorprende nel pieno della giornata: il ticchettio rapido e continuo di una tastiera. Chiunque sia entrato nella stanza di Benjamin sa di cosa parlo. Non erano solo i tasti di un computer a muoversi sotto quelle dita veloci, ma un intero universo di logica, di calcoli affrontati con anni d'anticipo, di progetti e di idee che correvano veloci quanto la sua mente brillante. A quindici anni, Ben sapeva già guardare dentro la complessità della tecnologia con la stessa naturalezza con cui altri guardano fuori dalla finestra. C’era in quel suo modo di esplorare il mondo — tra righe di codice, ambizioni e il sogno leggero di una compagnia aerea battezzata con un sorriso 'Con Chim Airlines' — la marca di un'intelligenza che non si fermava alla superficie delle cose. A quattro mesi da quel tredici giugno, quel rumore di tasti si è fatto silenzio, ma la traccia che ha lasciato in questa famiglia, in Alan, in Thao, in Ryan, è rimasta scolpita nel tempo.
Eppure, oggi la Parola di Dio ci spinge molto più in là, oltre la soglia dei nostri pensieri. San Paolo, scrivendo ai Filippesi, usa parole che sembrano scosse da un vento forte: «Lavorate alla vostra salvezza con timore e tremore. Dio infatti è colui che suscita in voi il volere e il operare secondo il suo beneplacito». È un'immagine esigente. Paolo non parla di una quieta abitudine, ma di una vita che si plasma come un metallo prezioso nel fuoco. Parla di figli che brillano «come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita». Pensate a questo. Tenere salda la parola quando tutto intorno sembra vacillare. Non è un invito alla perfezione astratta, ma alla radicalità dell'affidamento. Paolo sa cosa significa essere speso: «Anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull'offerta della vostra fede, io sono contento e ne gioisco con tutti voi». C’è una gioia che non nasce dall'assenza del dolore, ma dalla consapevolezza che la nostra vita appartiene a qualcun altro.
Prima di poter abitare questa promessa luminosa, però, dobbiamo fermarci sulla terra. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia il peso che ancora stringe i vostri cuori, Alan e Thao. La fede non è un anestetico che cancella il dolore; è la luce che si accende proprio quando la stanza è buia. So che ci sono mattine in cui il risveglio è una ferita che si riapre senza preavviso, in cui il silenzio della casa grida l'assenza di Benjamin. So che la mente, nel tentativo disperato di trovare una spiegazione, a volte torna a frugare nei ricordi, cercando un dettaglio, un segnale, un istante in cui si sarebbe potuto fare diversamente. Ascoltatemi con tutta la forza della verità di Dio: non avete mancato a nulla. La malattia che ha attraversato Benjamin non è mai stata una vostra responsabilità. Non è il frutto di un errore, di una distrazione o di una vigilanza venuta meno. Il dolore, in questo mondo fragile, a volte irrompe improvviso, oltre ogni controllo umano, come un vento che scuote i rami senza preavviso. Nessun amore, per quanto immenso e perfetto come il vostro, avrebbe potuto cambiare il corso di un destino che appartiene soltanto a Dio. Lasciate cadere quel macigno della colpa. Dio non vi accusa, e voi dovete smettere di farlo. Siete stati genitori che hanno amato Ben con ogni fibra del loro essere, circondandolo di viaggi, di sogni, di una tenerezza che non è venuta meno neanche per un secondo. Siete stati lo specchio dell'amore di Dio per lui.
Nel Vangelo, Gesù pronuncia parole che sembrano quasi respingerci, parole taglienti come lame: «Se uno viene a me e non odia suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo». Chi ascolta per la prima volta resta turbato. Gesù non ci sta chiedendo di spegnere l'amore umano, di negare il legame profondo che ci unisce a chi ci è caro. Ci sta dicendo che per seguirlo occorre un distacco radicale da ogni pretesa di possesso, da ogni sicurezza terrena. Chi costruisce una torre — ci ricorda — siede prima a calcolare la spesa. Chi va in guerra valuta le forze. Gesù ci chiede di guardare in faccia la realtà: la nostra vita non è nelle nostre mani. È un dono ricevuto. Pensate al cuore di Ben. Pensate a quella volta in cui, a quindici anni, disse ai suoi genitori che voleva dare il suo intero salvadanaio per aiutare lo zio William, colpito dalla malattia. Non lo ruppe, non ce ne fu bisogno perché c'era l'assicurazione, ma quell'offerta rimase integra, pura, totale. Era il gesto di un ragazzo che non tratteneva nulla per sé, pronto a svuotare tutto ciò che aveva pur di dare un sollievo a chi amava. Questa è la misura del Vangelo. Questo è il modo in cui Ben ha abitato la sua breve e intensa stagione terrena.
Ryan, fratello caro, tu che cammini ogni giorno portando nel cuore il ricordo delle corse, delle risate e della complicità con Benjamin, non temere di sentirti stanco. Non devi indossare un'armatura di ferro. Ben ti guarda con quell'orgoglio fraterno che non si spegne mai. Ogni volta che studi, che affronti una giornata difficile, che scegli di vivere con coraggio, tu stai continuando quella storia d'amore che la morte non ha potuto interrompere. Non sei solo. La tua vita è preziosa, e Ben fa il tifo per te da quel Banchetto del Cielo dove ora riposa, accanto a san Carlo Acutis, con la stessa curiosità con cui esplorava i cieli del mondo.
Uscite da qui oggi con una certezza semplice e incrollabile: l'amore non muore. Continua a scorrere nei piccoli gesti di bontà, nei semi di speranza che piantate ogni giorno nel silenzio. Non cercate risposte che la ragione non può dare; cercate la presenza di Dio, che è l'unica risposta che non delude. Egli è con voi nel dolore, è con voi nella speranza che non vacilla. Ben è nella luce, finalmente libero, e vi sorride. E quel sorriso è la stella che vi guida verso la pace. Amen.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore ci benedica, ci custodisca da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.