Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La grazia e la pace di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo siano con tutti voi.
Signore, che vieni a cercare chi è smarrito, abbi pietà di noi. Cristo, che ci doni la tua luce nella notte, abbi pietà di noi. Signore, che ci apri la porta del tuo regno, abbi pietà di noi.
C’è un'immagine che rimane impressa quando ci si ferma a pensare alle cose che restano. Non i grandi progetti, non i titoli accumulati, ma una lampada lasciata accesa sul tavolo, uno stoppino curato con attenzione, un filo d'olio aggiunto perché la luce non si spenga prima dell'arrivo di chi si attende. A volte la vita si riduce a questo: a un'attesa nel buio, a una veglia silenziosa in cui l'unica cosa che conta è sapere se abbiamo tenuto la fiamma viva.
Nel Vangelo di oggi, Gesù ci racconta di dieci vergini che escono incontro allo sposo. Cinque sono sciocche, cinque sono sagge. E la differenza tra loro non sta nell'intenzione — tutte volevano incontrare lo sposo, tutte portavano con sé una lampada, tutte alla fine si sono addormentate perché lo sposo tardava. La differenza sottile, decisiva, sta in quel piccolo flask d'olio di scorta, in quel supplemento di previdenza che non si può prendere in prestito all'ultimo minuto. Quando a mezzanotte risuona il grido: «Ecco lo sposo, andategli incontro!», le lampade delle stolte si spengono. Non c'è tempo per correre dai venditori, non c'è modo di rimediare in fretta. La porta si chiude.
Questa severità del Vangelo ci interpella in modo radicale. Ci chiede che cosa stiamo custodendo nel profondo del nostro cuore, quale riserva d'amore e di fede abbiamo accumulato nelle stagioni tranquille per poterla spendere quando arriva la notte. E la prima lettura, tratta dal libro della Sapienza, ci viene incontro come una chiave interpretativa luminosa. La sapienza non è un insieme di nozioni fredde; è una presenza viva che «va in cerca di quelli che sono degni di lei, si mostra loro benevolmente per le strade e va incontro loro in ogni loro pensiero». La sapienza è il desiderio di Dio che cammina accanto a noi.
Quando pensiamo a Benjamin, a quel quindicenne dalla mente brillante e dall'animo così incredibilmente mite, ci viene naturale pensare alla luce. Avete presente quel sorriso limpido con cui accoglieva le storie fantastiche e inventate di suo padre, ascoltandole come se fossero reali, quasi a voler nutrire con la sua attenzione la gioia di chi aveva di fronte? Ben sapeva che le cose vere non sono solo quelle che si toccano con mano, ma quelle che si accolgono nel cuore. Pensate a quella sua passione per l'aviazione, a quel sogno coltivato con tanta dolcezza di creare un giorno una compagnia chiamata 'Con Chim Airlines'. Non era solo il gioco di un ragazzo appassionato di cieli e di motori; era il riflesso di un'anima che sapeva guardare in alto, che sapeva che la vita è fatta per volare, per non rimanere incollata alla polvere della terra.
Eppure, oggi dobbiamo fare i conti con la notte. Dobbiamo fermarci davanti a quel silenzio che abita le vostre giornate, Alan e Thao. Quattro mesi sono trascorsi da quel tredici giugno, e sappiamo bene che il dolore non segue un calendario. Ci sono momenti in cui la stanchezza prende il sopravvento, in cui la casa sembra troppo silenziosa e la memoria si aggrappa a ogni dettaglio, a ogni ricordo di Benjamin. Vorreste avere una riserva infinita di forza, ma vi sentite svuotati. Ascoltatemi con tutta la tenerezza di Dio: non portate il peso di una colpa che non vi appartiene. La malattia che ha strappato Benjamin alla vostra vita non è mai stata una vostra responsabilità, non è il frutto di un errore o di una vigilanza venuta meno. A volte, in questo mondo fragile, il dolore irrompe senza che nessuno possa trattenerlo. Nessun amore umano, per quanto immenso e perfetto come il vostro, avrebbe potuto cambiare il corso di un destino che appartiene soltanto al Padre. Lasciate cadere quel macigno dal cuore. Dio non vi accusa; vi stringe a sé in questo pianto.
Guardate alla purezza del cuore di Benjamin. Ricordate quel momento in cui, a quindici anni, disse ai suoi genitori che era disposto a dare il suo intero salvadanaio per aiutare lo zio William, colpito dalla malattia. Non lo ruppe, non ce ne fu bisogno perché c'era l'assicurazione, ma quell'offerta rimase integra, totale, pura. Era il gesto di un ragazzo che non tratteneva nulla per sé, pronto a consegnare tutto ciò che aveva pur di dare un sollievo a chi amava. Ecco l'olio nella lampada di Ben. Ecco la riserva di amore che non si è spenta con la morte, ma che continua a risplendere.
Ryan, fratello caro, tu che porti nel cuore il ricordo delle corse, delle risate e della complicità profonda con Benjamin, non temere di sentirti stanco. Non devi dimostrare di essere forte ogni istante. Ben ti guarda con quell'orgoglio fraterno che non si spegne mai. Ogni volta che studi, che affronti una giornata difficile, che scegli di vivere con coraggio, tu stai continuando quella storia d'amore che la morte non ha potuto interrompere. La tua vita è preziosa, e Ben fa il tifo per te da quel Banchetto del Cielo dove ora riposa, nella luce che non tramonta mai, accanto a san Carlo Acutis.
San Paolo, nella lettera ai Tessalonicesi che abbiamo ascoltato, ci lascia le parole che devono diventare la nostra ancora: «Non vogliamo che voi siate nell'ignoranza circa quelli che sono morti, perché voi non contristiate come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui quelli che sono morti». Questa è la nostra fede. Non siamo qui a celebrare la fine, ma un incontro.
Uscite da qui oggi con una piccola certezza da stringere tra le mani: la vostra lampada non è spenta. L'amore con cui avete amato Benjamin e con cui lui ha amato voi è l'olio che tiene accesa la speranza nella notte. Lasciate che il Signore asciughi le vostre lacrime, affidategli ogni rimpianto e ogni peso, e sappiate che in quel Regno che non ha fine, dove le porte non si chiudono mai, Benjamin vi aspetta con un sorriso, pronto a riprendere il volo insieme a voi. Amen.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore vi benedica e vi custodisca, faccia brillare il suo volto su di voi e vi conceda la sua pace.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.