Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La grazia e la pace di Dio, nostro Padre, e del Signore nostro Gesù Cristo siano con tutti voi.
Signore, che sei venuto a cercare ciò che era perduto, abbi pietà di noi. Cristo, che ci insegni la via della vera ricchezza, abbi pietà di noi. Signore, che ci chiami a servire te con cuore indiviso, abbi pietà di noi.
C’è un momento, nel silenzio della sera, in cui la mente si ferma a guardare gli oggetti che Benjamin ha lasciato sulla sua scrivania. Non sono oggetti preziosi per il mondo, ma per chi lo ha amato, sono reliquie di un’intelligenza che correva veloce quanto la luce. Avete presente quel piccolo, quasi impercettibile ronzio di una ventola di un computer che lavora sodo? Benjamin Vo amava quel suono. Era il suono di un progetto che prendeva forma, di una riga di codice che finalmente funzionava, di una mente brillante che cercava di capire come il mondo potesse essere migliorato. A quindici anni, Ben non giocava solo con la tecnologia; egli, con quella sua curiosità sconfinata, stava cercando di costruire un ponte tra la terra e il cielo, tra la sua passione per gli aerei — quel sogno leggero di una 'Con Chim Airlines' — e la concretezza di una vita vissuta con dignità.
Oggi, la Parola di Dio ci invita a un esame di coscienza che non riguarda i nostri conti in banca, ma la qualità del nostro sguardo. San Paolo, scrivendo ai Filippesi, ci dice qualcosa di sconvolgente: «Ho imparato, in qualunque situazione mi trovi, a bastare a me stesso». Non è l'autosufficienza dell'orgoglioso. È la libertà di chi ha capito che la sua vera forza non viene dalle cose che possiede, ma da Colui che lo sostiene. Paolo dice: «Tutto posso in colui che mi dà forza». Questa è la bussola di Benjamin. Questa è la rotta che, nella sua breve e luminosa esistenza, egli ha seguito con la naturalezza di chi sa che la vita è un volo, non una prigione.
Eppure, oggi dobbiamo fermarci. Dobbiamo guardare in faccia il dolore che ancora stringe i vostri cuori, Alan e Thao. So che ci sono mattine in cui il risveglio è una ferita che si riapre senza preavviso, in cui il silenzio della casa grida l'assenza di Benjamin. So che la mente, nel tentativo disperato di trovare una spiegazione, a volte torna a frugare nei ricordi, cercando un dettaglio, un segnale, un istante in cui si sarebbe potuto fare diversamente. Ascoltatemi con tutta la forza della verità di Dio: non avete mancato a nulla. La malattia che ha attraversato Benjamin non è mai stata una vostra responsabilità. Non è il frutto di un errore, di una distrazione o di una vigilanza venuta meno. Il dolore, in questo mondo fragile, a volte irrompe improvviso, oltre ogni controllo umano, come un vento che scuote i rami senza preavviso. Nessun amore, per quanto immenso e perfetto come il vostro, avrebbe potuto cambiare il corso di un destino che appartiene soltanto a Dio. Lasciate cadere quel macigno della colpa. Dio non vi accusa, e voi dovete smettere di farlo. Siete stati genitori che hanno amato Ben con ogni fibra del loro essere, circondandolo di viaggi, di sogni, di una tenerezza che non è venuta meno neanche per un secondo. Siete stati lo specchio dell'amore di Dio per lui.
Nel Vangelo di oggi, Gesù è tagliente: «Nessun servitore può servire due padroni... Non potete servire Dio e la ricchezza». Gesù non sta condannando il denaro in sé, ma la pretesa che esso possa colmare il vuoto del cuore. Egli ci chiede: 'Chi è il tuo padrone? Cosa muove le tue giornate?'. Benjamin, in questo, è stato un maestro silenzioso. Ricordate quell'episodio, così piccolo eppure così grande? Quando lo zio William stava soffrendo, Benjamin, a quindici anni, disse ai suoi genitori di voler dare il suo intero salvadanaio per aiutarlo. Non lo ruppe, non ce ne fu bisogno perché c'era l'assicurazione, ma quell'offerta rimase integra, pura, totale. Non era un calcolo. Era il gesto di un ragazzo che aveva capito che la vera ricchezza non è ciò che si accumula, ma ciò che si è pronti a donare. Ben non serviva mammona; serviva l'amore. Il suo cuore era libero, capace di guardare oltre le proprie paure per abbracciare la sofferenza di chi amava.
Ryan, fratello caro, tu che cammini ogni giorno portando nel cuore il ricordo delle corse, delle risate e della complicità profonda con Benjamin, non temere di sentirti stanco. Non devi indossare un'armatura di ferro. Ben ti guarda con quell'orgoglio fraterno che non si spegne mai. Ogni volta che studi, che affronti una giornata difficile, che scegli di vivere con coraggio, tu stai continuando quella storia d'amore che la morte non ha potuto interrompere. Non sei solo. La tua vita è preziosa, e Ben fa il tifo per te da quel Banchetto del Cielo dove ora riposa, accanto a san Carlo Acutis, con la stessa curiosità con cui esplorava i cieli del mondo. Continua a vivere per lui, continua a sorridere per lui, perché la tua gioia è la sua gioia.
C'è un'immagine che mi accompagna oggi: Ben che guarda fuori dal finestrino di un aereo, con quella sua curiosità che non si stanca mai. Ora, quel volo è terminato, ma non nel buio. È terminato nella luce del Padre. Dio, che conosce i cuori, sa che il vostro desiderio più profondo era proteggerlo. Egli vi dice: 'Io l'ho accolto, io l'ho amato, io lo custodisco'. Non cercate risposte che la ragione non può dare; cercate la presenza di Dio, che è l'unica risposta che non delude. Egli è con voi nel dolore, è con voi nella speranza che non vacilla. Ben è nella luce, finalmente libero, e vi sorride. E quel sorriso è la stella che vi guida verso la pace. Oggi, fate un piccolo gesto di gentilezza, un atto di cura per qualcuno, in nome di quel ragazzo che voleva dare tutto il suo salvadanaio per chi soffriva. Lasciate che il suo amore continui a scorrere nel mondo attraverso le vostre mani. Non siete soli. Il Signore è con voi, e Ben, dal cuore del Padre, vi aspetta. Amen.
For the intentions entrusted to Ben on our prayer wall:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Il Signore ci benedica, ci protegga dal male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
✝ Dio onnipotente vi benedica: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.